Li riconosci dalla camminata. Persi tra via della Scrofa e via del Corso. Ignari eppure tronfi. Smarriti e prepotenti. Ancora vestiti con il vestito buono del primo giorno di scuola. Le scarpe lucide, di chi non cammina a piedi. Con quella pienezza di sé che solo la consapevolezza del potere sa dare. Un potere appena conquistato eppure già familiare, che al potere ci si abitua presto. Un potere tutto ancora da agire, da sperimentare, da provare. Proprio come un giocattolo nuovo.

Li riconosci dalla camminata. Dal passo con il quale percorrono le vie del centro. Un passo goffo, di chi ancora non sa bene dove andare e cosa fare; l’altro prepotente, di chi – pur senza sapere dove – va avanti comunque. Va avanti aspettandosi che la gente si sposti, che “gli altri” cedano il passo. Sono i nuovi potenti. I nuovi titolari di una poltrona, di una poltroncina o di uno scanno. Ma anche di uno strapuntino, che tutto va bene per saziare la fame di potere. È il nuovo turno di potenti, che per la loro fame affamano l’Italia.

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